La differenza tra un progetto AI che entra in produzione e una demo dimenticata non è il modello: è il metodo. Queste sono le sei fasi con cui porto un caso d'uso dall'idea al processo che gira ogni giorno.
Si elencano i processi per volume, ore assorbite e criticità. L'obiettivo non è trovare dove l'AI è affascinante, ma dove il lavoro manuale costa di più.
Per ogni candidato si controlla se i dati necessari esistono, sono accessibili e sono affidabili. Qui muore la metà dei progetti AI: non per i modelli, per le anagrafiche sporche.
Un solo caso d'uso, con tre numeri definiti prima: ore risparmiate, tasso di errore accettato, costo per operazione. Senza metriche il pilota diventa una demo.
Si integra sopra i sistemi esistenti via API, con log delle azioni e punti di approvazione umana dove l'errore è costoso o irreversibile.
Campionamento degli output, criteri di accettazione scritti, correzione dei prompt e delle regole. Contestualmente si forma il team che dovrà usarlo e validarlo.
Si estende ai processi adiacenti solo dopo che il pilota tiene i numeri. Si presidiano costo per operazione, qualità nel tempo e impatti dei cambi di sistema.
Il livello di autonomia di un'automazione non è una scelta iniziale: è una conseguenza della qualità misurata.
Si parte con approvazione umana su tutto, si osserva il tasso di errore su un campione, poi si liberano progressivamente le azioni a basso rischio mantenendo il controllo su quelle irreversibili.
Questo approccio ha un effetto collaterale utile: il team si fida dello strumento perché lo ha visto sbagliare poco su casi che conosce, non perché gli è stato detto che funziona.
Le risposte alle domande che ricevo più spesso da imprenditori e management italiani.
Dalle 4 alle 8 settimane per il primo pilota in produzione: 1-2 settimane di audit e verifica dati, 2-4 di costruzione e integrazione, 1-2 di test e formazione. I tempi si allungano solo quando i dati vanno rimessi in ordine.
Per tre ragioni ricorrenti: nessuna metrica definita prima, dati non pronti per l'uso in produzione, e assenza di un responsabile interno del processo. Il modello è quasi mai il collo di bottiglia.
No. Nella grande maggioranza dei casi si lavora sopra CRM, ERP, PIM ed eCommerce esistenti tramite API. La sostituzione di un gestionale è una decisione a sé, che va valutata per motivi propri.
Un referente che conosca il processo a fondo e abbia autorità per cambiarlo, più chi lo esegue ogni giorno. L'IT serve per gli accessi e le integrazioni, non per decidere il caso d'uso.
Con monitoraggio continuo: campionamento periodico degli output, dashboard su tasso di errore e costo per operazione, e alert quando i valori escono dalle soglie. I modelli e i processi cambiano: la misurazione va mantenuta.
Prenota 30 minuti: guardiamo i tuoi processi, verifichiamo i prerequisiti e definiamo il primo pilota con metriche chiare.
Software, prezzo dinamico e marginalità su marketplace e Google Shopping.
Leggi →Migrazione da Luma, impatto LCP e CR, roadmap e costi reali.
Leggi →Attributi, custom labels, feed rules: cosa cambia davvero il ROAS.
Leggi →Framework ICE, test prioritari su PDP, cart e checkout.
Leggi →