Arricchimento e pulizia catalogo
Classificazione automatica, normalizzazione attributi, titoli e descrizioni generati con vincoli SEO e tono di voce del brand. Revisione umana solo sui casi dubbi.
Dove l'intelligenza artificiale sposta davvero i numeri di uno store: migliaia di SKU da mantenere, budget pubblicitario da allocare, domanda da prevedere, ticket da gestire. Su Magento, Adobe Commerce, Shopify e Shopware.
Dove si applica, su quali piattaforme, con quanti SKU, con quali rischi SEO.
Non tutto quello che si può automatizzare conviene. Questi sei casi d'uso sono quelli che nei progetti eCommerce ripagano più rapidamente il lavoro di setup.
Classificazione automatica, normalizzazione attributi, titoli e descrizioni generati con vincoli SEO e tono di voce del brand. Revisione umana solo sui casi dubbi.
Regole di prezzo che tengono conto di marginalità, elasticità, competitor e marketplace. L'AI propone, la direzione approva le soglie.
Modelli previsionali su stagionalità e rotazione irregolare per ridurre stock-out e capitale immobilizzato in magazzino.
Riallocazione del budget adv per canale e campagna letta su margine di contribuzione, con alert automatici sugli scostamenti.
Agenti collegati a ordini, spedizioni, resi e knowledge base: risposte immediate sulle richieste ripetitive, escalation umana sul resto.
Contenuti di categoria e guide prodotto ottimizzati per Google e per i motori generativi (ChatGPT, Perplexity, AI Overviews), con dati strutturati coerenti.
Interventi realizzati su processi critici di aziende italiane: sviluppo software, catalogo, advertising, logistica.
Sviluppo di CRM e PIM proprietari con componenti AI per arricchimento anagrafiche, deduplica, normalizzazione degli attributi e generazione assistita dei contenuti prodotto.
Classificazione automatica, pulizia attributi, titoli e descrizioni generati con vincoli SEO e di brand, controllo qualità umano sui soli casi dubbi.
Modelli di allocazione del budget adv per canale e campagna letti su margine di contribuzione, non su ROAS di piattaforma, con alert automatici sugli scostamenti.
Previsione della domanda, riordino e gestione delle scorte con logiche AI su prodotti a rotazione irregolare e vincoli normativi di settore.
Piattaforma, SEO e automation restano le fondamenta: l'AI le rende più efficienti, non le sostituisce.
Le risposte alle domande che ricevo più spesso da imprenditori e management italiani.
Riduzione drastica del tempo di popolamento e manutenzione del catalogo, meno ticket ripetitivi al customer service, migliore rotazione di magazzino e una spesa pubblicitaria allocata sul margine reale invece che sul ROAS di piattaforma.
Dal processo che oggi consuma più ore e ha dati già disponibili. Nella maggior parte degli store italiani è il catalogo: attributi, titoli, descrizioni e traduzioni.
No. Le automazioni lavorano sopra la piattaforma esistente via API, PIM o ERP. Un replatform si valuta solo se la piattaforma è già un freno per altri motivi.
Con metriche definite prima (tasso di errore accettato, campionamento, revisione umana sui casi a bassa confidenza) e con log di ogni operazione, così la qualità è misurabile nel tempo e non affidata alla percezione.
Un pilota su un singolo caso d'uso si quota a corpo e tipicamente si ripaga nei mesi successivi con le ore liberate. L'audit iniziale con roadmap parte da 3.500 €. La prima call è gratuita.
Il team interno, dopo formazione, con il mio affiancamento sui primi cicli. L'obiettivo è che l'azienda non resti dipendente dal consulente per far girare i propri processi.
In 30 minuti guardiamo catalogo, ticket, margine e spesa adv: ti dico dove l'AI ripaga prima e cosa lascerei stare.