Un consulente eCommerce sbagliato costa più della somma delle sue fatture: costa opportunità, decisioni sbagliate, mesi persi. Ecco i 10 criteri concreti per sceglierne uno serio.
Chi ha lavorato solo su piccoli progetti dice cose molto diverse da chi ha visto scalare store da 1 a 20M€. Chi vende un tool proprietario ti spingerà sempre lì. Chi non ha KPI condivisi ha già perso.
Un buon consulente eCommerce si riconosce dalle domande che fa nel primo call, non dal case study patinato che ti mostra.
Case reali documentati nel tuo settore o in settori affini. Chiedi nomi, KPI di partenza e di arrivo, tempistiche.
Non deve rivendere un tool o una piattaforma proprietaria. La consulenza deve essere neutra rispetto allo stack.
Deve saperti dire come lavora: diagnosi, roadmap, delivery, KPI. Se non ha metodo, è improvvisazione mascherata.
Prima di partire deve stabilire: cosa misuriamo, con quale baseline, con quale target, in che orizzonte.
Nomi e numeri di 2-3 clienti attuali o passati. Chiama. In 15 minuti capisci tutto.
Fee chiare, deliverable, tempi, clausole di uscita. Diffidare da chi vende 'pacchetti' senza scope.
Se guadagna anche dalle agenzie/tool che ti consiglia, non è più consulente. Vale doppio in Italia.
eCommerce non è solo ADS o solo SEO. Serve chi capisce funnel, marginalità, tecnologia, retention, org.
Un buon consulente dice cosa non sa fare. Chi promette tutto è già un problema.
Farai 10-30 call con questa persona. Il fit relazionale conta. E la persona che ti presenta deve essere la stessa che ti segue.
Le risposte alle domande che ricevo più spesso da imprenditori e management italiani.
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Roadmap in 4 fasi con cantieri, KPI e team per ogni step.
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